lunedì 12 dicembre 2011

Torino, la menzogna e la vittima sacrificale

Una ragazza sedicenne, per evitare di 'prenderle' dai genitori e per la vergogna nei confronti di parenti e amici, ha mentito incolpando i cosiddetti rom, o zingari, suoi vicini di casa, di averla violentata. Alla sua dichiarazione è seguita una spedizione punitiva che ha tolto con il fuoco l'onta della vergogna. Poco ci mancava che ne venisse una strage. A seguito di ciò, la fanciulla si è pentita e con doppia vergogna (antica e moderna) ha declamato la Verità: l'atto indicibile veniva direttamente da Eros, un Eros incarnato che ha guidato l'incontro intimo della stessa con il suo innamorato. Ma allora, perchè tanta negazione e violenza? Forse perchè Eros continua a non abitare molte regioni (ragioni) del sociale, cosicché ancora oggi, nell'occidente moderno, continua a valere l'antica logica scrificale che vuole la fanciulla il-libata, quindi vergine, sull'altare del matrimonio? Se così è, si spiega la trasgressione - che non corrisponde all'atto in sè - e la conseguente paura della punizione. Si spiega la necessità di trovare un capro espiatorio che attiri su di sè la violenza degli dei (del dio, comunque della collettività). Facile poi arrivare al gruppo oggetto d'imputazione, quello che facilita il gesto conciliatorio: la folla si scaglia contro lo Stereotipo che qui corrisponde al Diverso e Povero "in canne", vicino di casa della primaria vittima. Il danno è stato lieve, ma soltanto perchè è poi giunta la confessione (per nulla scontata), grazie alla quale si è ristabilito l'ordine che oggi si radica nella moderna semantica dei diritti fondamentali dell'uomo.


sabato 12 novembre 2011

Il tradimento e il governo tecnico

Come nella tradizione più antica, la partita governativa viene giocata sul piano delle alleanze e degli inevitabili 'tradimenti' ed è su quel piano che si conclude il mandato Berlusconi.
Il  commissariamento è oggi il passaggio obbligato che ha dato alla politica italiana lo schiaffo finale. Non l'elettorato ma l'Economia a capo delle decisioni collettivamente vincolanti per l'Europa contemporanea, un insegnamento che dobbiamo tenere a mente quando cercheremo di ridare alla Politica la funzione che le spetta.

giovedì 20 ottobre 2011

La morte di Muammar Gheddafi

Il leader libico Gheddafi è morto, proprio oggi, ammazzato con un colpo di pistola.
Il Rais, l'uomo del Corano e delle Amazzoni, il profeta dell'Africa unita, l'uomo che, a cavallo tra modernità e tradizione, ha cercato alleanze nel mondo moderno senza però arrendersi alla democrazia occidentale ed ai suoi mercati, rimarrà nella storia come un  retaggio del passato, assieme al suo 'Libro verde' armato di ideologia. Per queste 'frivolezze', infatti, il mondo moderno non ha pietà, nè l'hanno le sfide contemporanee della complessità che costringono, quotidianamente, al gioco della diplomazia, prima di retrocedere alla rozza eliminazione che testimonia il fallimento della comunicazione e la persistenza della tradizione anche nell'Occidente moderno.
In tutto ciò, resta immutabile il ciclo di rivolta e di ri-generazione che ci insegna a cogliere i limiti della vita che nessuna ideologia può varcare.