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sabato 12 novembre 2011

Il tradimento e il governo tecnico

Come nella tradizione più antica, la partita governativa viene giocata sul piano delle alleanze e degli inevitabili 'tradimenti' ed è su quel piano che si conclude il mandato Berlusconi.
Il  commissariamento è oggi il passaggio obbligato che ha dato alla politica italiana lo schiaffo finale. Non l'elettorato ma l'Economia a capo delle decisioni collettivamente vincolanti per l'Europa contemporanea, un insegnamento che dobbiamo tenere a mente quando cercheremo di ridare alla Politica la funzione che le spetta.

lunedì 19 settembre 2011

Il vizietto, il ritorno di Marrazzo e l'Italia dei Valori

Gli italiani non sono moralisti. Non lo è la Chiesa che si limita a ricordare (ai suoi) che il vizietto del sesso con i fanciulli è un reato penale; non lo sono i nostri governanti che sulle vicende del loro premier hanno preferito far rimbalzare la palla ai loro compagni dell'opposizione; non lo sono i nostri 'alternativi' al governo - i compagni dell'opposizione, per intendersi, che non hanno ritenuto il vizietto di Marrazzo e le sue conseguenze (ricattabilità, utilizzo di mezzo pubblico per affare privato, sino al dolore e alla morte dei contenitori-donne all'ennesima potenza..) abbastanza gravi da fermare la fiducia nelle sue capacità di gestione della 'cosa pubblica' ed infatti il processo di riabilitazione mediatica iniziato dalla giornalista Concita De Gregorio sta proseguendo con il suo nuovo incarico politico nel partito dei Valori (http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/09/17/news/il_ritorno_di_piero_marrazzo_prima_uscita_pubblica_con_l_idv-21794339/).

Ma per chi moralista non lo è per davvero, nè sente il bisogno di definirsi tale, tutto ciò rappresenta l'ennesima irresponsabilità, tutta italiana, e le allusioni del Marrazzo alla 'madre-amante' che tutto accoglie ci sembrano residui di una tradizione per privilegiati che si fanno beffa della Vita comprandola a suon di denaro.
D'altra parte, per lui la vita è 'scena pubblica' ed il fatto che si sia dimesso dalla politica e che - a suo dire - non intende rientrarci, lasciandoci credere che lavorerà per i partiti soltanto per mantenersi in vita, ci lascia con il sorriso in bocca, amaro però.

giovedì 15 settembre 2011

Ai tempi dei romani...almeno accadevano nel mondo antico!

 Il capo del governo italiano, il generale, il faccendiere, gli avvocati, le donne della Bari 'bene', le banche, l'unione europea, la segretaria ...

http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/15/news/tarantini-21695828

domenica 14 agosto 2011

Napoli: ferragosto senza rifiuti

Finalmente l'amministrazione comunale di Napoli è riuscita a debellare la monnezza? Sarebbe una vera novità, di questi tempi. Se è così, augurissimi! Sarà un ferragosto memorabile, con la speranza che l'humus di sensibilità verso il Bello permanga e si diffonda su tutti i piani. Nessuno escluso.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/08/14/news/il_comune_canta_vittoria_citt_pulita_a_ferragosto-20434450/?ref=HREC1-3


sabato 18 giugno 2011

De Magistris e Napoli 'monnezza'

Pare che il nuovo sindaco di Napoli, l'ex magistrato Luigi De Magistris, abbia promesso, entro quattro o cinque giorni, di liberare la città dai rifiuti. Non possiamo credere che un sindaco neoeletto, nel giro di pochi giorni risolva la spinosa questione, benchè soltanto l'emergenza, quindi il momentaneo spostamento della spazzatura in altri siti. Pare che sia stato nominato anche un nuovo presidente dell'Asia, l'azienda speciale del Comune di Napoli che si occuperà di  raccolta differenziata. Si tratta di un piemontese  che, a fronte della sua concreta esperienza, dovrebbe aiutare i napoletani nella gestione moderna dei rifiuti. Se così sarà, i cittadini di Napoli ed i partiti politici sostenitori della precedente amministrazione dovrebbero interrogandosi seriamente sulle pregresse inadempienze, lasciando stare - al momento - le polemiche contro il governo nazionale (centrale) e soffermandosi sul locale (periferia) dove - oggi, più che mai - si dispiegano le "prassi", compreso le resistenze e le ribellioni alle decisioni centrali qualora non rispondano ai diritti dei cittadini. Altro discorso è quello dell'interferenza "camorrista" (pro e contro) sulla quale sinora nessuno si è ancora pronunciato.
Quindi, auguri napoletani!!

martedì 7 giugno 2011

L'eco-logica deviante del riutilizzo di elettrodomestici dismessi

Modernità significa innovazione ma anche inflazione dei rifiuti. Così succede che in Italia un gruppo di ghanesi decida di utilizzare gli elettrodomestici usati secondo una vera e propria eco-logica del riutilizzo, inserendoli in un nuovo mercato che crea lavoro e risponde ai bisogni delle fasce più deboli: in Italia e in Africa (il fatto che vengano rivenduti come "beni di lusso" ci fa riflettere ulteriormente).
Peccato che si tratta di un mercato illegale basato sul "furto" e sulla "ricettazione".

Eppure potrebbe diventare legale a tutti gli effetti e con ottime conseguenze sul piano del lavoro (cooperative o altre forme di imprenditoria) e del riciclo, senza costi aggiuntivi per le amministrazioni locali. Basti pensare che l'allestimento di un'isola ecologica ha un costo che supera i 100.000 euro e non vi è garanzia sul raggiungimento degli obiettivi dato che spesso rimane inutilizzata.  Ben spiega Jacopo Giliberto nel suo articolo: jacopogiliberto.blog.ilsole24ore.com/correnti/2011/01/rifiuti-di-napoli-la-mangiatoia-le-136-isole-ecologiche-pagate-carissime-e-abbandonate.html

Ritengo che le comunità locali possano fare uno sforzo cognitivo e organizzativo per trovare soluzioni ai problemi (quello dei rifiuti è sicuramente rilevante) e nel migliore dei modi, evitando di dare il fianco a speculazioni e scelte da codice penale.

mercoledì 25 maggio 2011

AMIANTO

Forse anche per le "cosiddette" morti bianche la giustizia inizia a fare il suo corso. Di oggi le notizie inerenti il processo Montedison (petrolchimico di Mantova) e quello che vede sotto accusa i dirigenti dell'ILVA (Taranto). In entrambi i casi, stanno emergendo le responsabilità per coloro che hanno deliberatamente (od anche solo per inosservanza delle regole) tolto la vita a chi svolgeva il proprio lavoro.
La consapevolezza dell'oggi si sta facendo strada. Chiede Legalità, e relativa Giustizia, a tutti i livelli.

http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2011/05/24/news/processo-montedison-spuntano-foto-choc-gli-operai-lavoravano-fra-tonnellate-di-amianto-4270363

Presso il tribunale di Mantova "sono state portate "prove schiaccianti" sull'esposizione all'amianto a cui erano stati sottoposti gli operai del petrolchimico. La documentazione fotografica si riferisce agli anni dal 1972 al 1989. Settantadue i lavoratori morti, dodici gli ex manager imputati". 
"E' stato proprio Paolo Ricci, attuale responsabile dell'Osservatorio epidemiologico dell'Asl di Mantova, ma all'epoca tecnico appena assunto, ad assestare un durissimo colpo alla difesa che alle prime battute dell'udienza aveva cercato, ma con scarso successo, di controbattere alle tesi scientifiche del perito Merler sugli effetti cancerogeni della sostanza. Obiettivo dei legali della difesa dimostrare la scoperta tardiva di quel pericolo e quindi la non responsabilità dell'azienda.Ma la testimonianza di Ricci, nella sua duplice veste di testimone e ufficiale di polizia giudiziaria, ha dimostrato l'esatto contrario. Ricci ha spazzato via, in un sol colpo, molti di quei dubbi sui quali i difensori di Montedison avevano puntato, in particolare sulla carenza o la mancanza di documentazione"

"La procura di Taranto ha fatto notificare ai vertici dell'Ilva avvisi di conclusione delle indagini per la morte dei lavoratori del siderurgico ionico. Tra i 30 indagati vi sono il presidente dell'Ilva, Emilio Riva, suo figlio Fabio e il direttore dello stabilimento, Luigi Capogrosso. Le vittime sono operai che hanno lavorato all'Ilva a partire dal 1975, si sono ammalati e sono morti a causa della mancanza di adeguate misure di sicurezza. I decessi sono avvenuti tra il 2004 e il 2010 per mesotelioma pleurico e peritoneale e per cancro ai polmoni. I reati contestati a vario titolo agli indagati sono di omicidio colposo, violazione delle norme sulla sicurezza e omissione delle misure necessarie per tutelare l'integrità fisica dei lavoratori"



martedì 3 maggio 2011

L'ultimo pesce (Fish Dependence Day)

giovedì 31 marzo 2011

Berlusconi alla tv satellitare Nessma (2009)

A dir poco sconcertanti le dichiarazioni rilasciate dal capo del governo italiano, Silvio Berlusconi, nell'agosto 2009 alla tv satellitare Nessma (Tunisia): ''abbiamo il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con una totale apertura di cuore e di dare a coloro che vengono in Italia la possibilità di un lavoro, di una casa (...) questa è la politica del mio governo''. Che l'accoglienza sia la prerogativa del governo italiano resta una barzelletta, ma cosa ancora più grave è l'aver promesso ai tunisini lavoro, casa, ed una vita dignitosa. Tutto ciò in Italia.
L'irresponsabilità sul piano del governo della cosa pubblica è qui talmente palese che mi chiedo come si possa ancora dare credito alle idiosincrasie del tutto personali del nostro presidente del Consiglio. Come dovrebbe reagire l'Europa di fronte a tali insensatezze?

http://tv.repubblica.it/dossier/emergenza-lampedusa-2010/quando-berlusconi-alla-tv-tunisina-diceva-casa-e-lavoro-a-chi-viene-in-italia/65267?video=&pagefrom=1&ref=HRER3-1

domenica 20 marzo 2011

Lampedusa e i profughi

Come per i rifiuti nelle varie località italiane, i profughi che approdano a Lampedusa vengono ritenuti non desiderabili al punto che si scende in piazza per boicottare il loro arrivo (l'arrivo del materiale utile all'allestimento di un campo di accoglienza). Non ne capisco proprio il senso. Si tratta di corpi vivi, esseri umani in fuga. Piuttosto, andrebbe monitorata, passo dopo passo, la messa a punto della struttura che dovrà accoglierli, chiedendo allo stato italiano che il sostegno sia all'altezza della dignità che si richiede per ospitare la Vita. 
Capisco che in Italia, a livello organizzativo, tutto è difficile. Tra l'incompetenza tecnica, lo sciacallaggio e la paura per eventuali ritorsioni, la gestione del campo profughi potrebbe non procedere al meglio. 
Capisco anche che i tempi per l'ospitalità potrebbero essere lunghi ma - in ogni caso - non ci si può esimere dalla responsabilità, umana prima ancora che civica, di garantire la Vita. 
Mi chiedo, piuttosto, dove siano le autorità ecclesiastiche e perchè non intervengano per facilitare l'accoglienza mediante l'invio di volontari e di un aiuto economico collaterale a quello dello stato italiano.

mercoledì 16 marzo 2011

La vergogna degli ospedali psichiatrici

Il titolo del post corrisponde a quello dell'articolo di oggi su La Repubblica. Siamo sbalorditi oppure non c'è nulla di nuovo in questa ennesima constatazione che molte cose non sono cambiate?
 La malattia psichiatrica risulta ancora la vergogna di una umanità che si abbarbica sui binari della "normalità" umiliando la vita e nei modi peggiori.
L'articolo porta alla conclusione che molti opg (ospedali psichiatrici giudiziari) debbano essere chiusi.
Non ci interessa sapere se la motivazione principale dell'inchiesta sia stata quella di razionalizzare le risorse economiche. Ciò che oggi importa è sapere che le misure di riabilitazione di cui si fanno promotori i responsabili degli opg, sono oltre che inutili anche dannose. Vi è poi una responsabilità precisa che deve essere riconosciuta e penalizzata: da ricordare che il rinnovo giudiziario della permanenza in tali luoghi è sempre deciso anche a fronte della valutazione dei tecnici (medici e operatori sociosanitari) che relazionano ai tribunali.

Da La Repubblica:
"Le lenzuola sporche, i muri scrostati dall'umidità, la muffa, i materassi accatastati, gli uomini, soprattutto, lasciati senza cure e costretti in condizioni disumane. Sono i fotogrammi della realtà dimenticata che si cela oltre i cancelli degli ospedali psichiatrici giudiziari (opg) italiani, i luoghi in cui gli internati sono condannati a scontare una sorta di ergastolo bianco. Qui la malattia mentale è ancora uno stigma, una ferita da nascondere alla società. Eppure, oltre agli autori di crimini efferati, negli Opg italiani c'è anche chi è finito dentro 25 anni fa per essersi travestito da donna e aver spaventato i bambini di una scuola"

"A fare il punto sulla situazione in cui versano gli Opg è la Commissione d'inchiesta del Senato sull'efficacia ed efficienza del Servizio sanitario nazionale, presieduta da Ignazio Marino, che ha presentato oggi un documentario che racconta la vita dietro le sbarre. Dall'indagine condotta sugli ospedali di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), Aversa (Ce), Napoli, Montelupo Fiorentino (Fi), Reggio Emilia
e Castiglione delle Stiviere, emerge un quadro chiaro: in queste strutture che avrebbero dovuto sostituire i manicomi criminali, in realtà, le cose non sono cambiate di molto"

"Il problema è che quando si entra si rischia di non uscire più. Secondo i dati della Commissione, su 376 internati dichiarati 'dimissibili', per ora solo 65 sono stati effettivamente rilasciati, mentre per altri 115 è stata prevista una proroga della pena. Di questi ultimi, solo cinque sono ancora internati perché ritenuti socialmente pericolosi, tutti gli altri non sono stati liberati perché non hanno un progetto terapeutico, non hanno una famiglia che li accolga o una Asl che li possa assista. E' come se fossero rifiutati dai "loro" territori perché mancano le risorse e, secondo la Commissione, è rimasto sulla carta l'impegno del governo di stanziare 10 milioni di euro (5 dal ministero della Salute e 5 dalla Giustizia) per agevolare l'assistenza e garantire le cure a chi può uscire e tornare alla vita"

"Le immagini scattate dai commissari e il documentario girato nel corso dell'inchiesta raccontano una realtà in cui non c'è rispetto per l'identità della persona, dove non viene garantito il diritto all'igiene e persino alle terapie. Le medicine non curano ma 'contengono', i medici, in ciascuna struttura, sono presenti solo quattro ore a settimana e devono prendersi cura anche di 300 persone. Sono gli internati stessi a raccontare il degrado o l'umiliazione di chi, ad esempio, è costretto a infilare le bottiglie d'acqua nel buco dei bagni alla turca - come è stato racocntato all'ospedale di Aversa - per farle rinfrescare d'estate o per impedire la risalita dei topi".

"E poi stanze da quattro che ospitano nove internati su letti a castello (proibiti in un ospedale) e uno spazio disponibile di tre metri quadrati a "malato", in netta violazione di quanto sancito dalla Commissione europea per la prevenzione della tortura".

"Raccogliere i primi dati non è stato per niente semplice - spiega il presidente della Commissione d'inchiesta, Ignazio Marino - : reticenze, diffidenze, inesattezze hanno scandito le prime settimane di lavoro soprattutto negli Opg più degradati. Ci sono, tuttavia, realtà come quella di Reggio Emilia dove gran parte dei dimissibili hanno già lasciato la struttura. Speravamo di poter fare molto e al più presto, ma abbiamo bisogno di collaborazione delle realtà sanitarie locali. Anche i territori devono acquistare consapevolezza riguardo ai diritti di queste persone: non dobbiamo tollerare degrado e condizioni di vita incompatibili con il più elementare rispetto della dignità e lesivi dei principi della nostra Costituzione".

"La Commissione vorrebbe chiudere almeno tre ospedali su sei e, comunque, arrivare all'individuazione di nuove strutture a custodia 'attenuata' da destinare al trattamento sanitario degli ospiti. Bisogna intervenire su queste realtà, ribadisce la Commissione, anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca che hanno coinvolto l'Opg di Montelupo Fiorentino, dove un internato è morto per aver inalato del gas, ed Aversa, dove due agenti della polizia penitenziaria sono state poste agli arresti con l'accusa di aver abusato di un internato transessuale"
"Gli ospedali psichiatrici giudiziari - afferma il senatore Michele Saccomanno, relatore di maggioranza dell'inchiesta sulla salute mentale - devono essere superati. Non possiamo più ignorare, di fronte agli ultimi fatti di cronaca e alle risultanze dell'indagine effettuata dalla Commissione d'inchiesta, le condizioni disumane e di degrado in cui vivono questi cittadini. Gli internati sono persone malate e come tali vanno curate e recuperate nel pieno rispetto della dignità umana e dei diritti costituzionalmente garantiti. Lo sforzo economico a sostegno della riabilitazione e della presa in carico di questi cittadini da parte della sanità regionale non solo è possibile, ma rappresenta un impegno concreto preso da Governo e Parlamento per cancellare questa vergogna"
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=64218&ref=HREC1-12

lunedì 28 febbraio 2011

Maddaloni e il Villaggio dei ragazzi

Siamo nell'Italia del 2011, eppure non mancano alle cronache storie di reiterata violenza da parte degli adulti nei confronti di bambini e ragazzi "ribelli". Di oggi la notizia che lascia stupefatti - non certo per bellezza - e che riguarda un centro "educativo", il Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni. 
"Pugni, schiaffi, spintoni che in qualche caso hanno fatto cadere anche dalle scale la vittima, l'uso della cintura come strumento di punizione. Ma soprattutto ingiurie, da 'porcò ad 'handicappato', per tutti i ragazzi che dovevano tutelare e formare, e in particolare per cinque di questi, tra cui un extracomunitario. E' il quadro che viene fuori dall'indagine della Squadra mobile di Caserta che ha accertato episodi di violenza, per una maestra anche sessuale e ai danni di due minori, fino a maggio dello scorso anno all'interno del 'Villaggio dei ragazzì di Maddaloni" (...)
La struttura. La Fondazione "Villaggio dei ragazzi - don Salvatore d'Angelo" di Maddaloni è un ente di assistenza e di beneficenza (IPAB), riconosciuto con decreti del Presidente della Giunta Regionale Campania, nato alla fine della seconda guerra mondiale per aiutare, in quella fase storica, l'infanzia abbandonata e priva di tutto. Il suo fondatore, don Salvatore D'Angelo, morto il 30 maggio del 2000, era consigliere spirituale e amico di infanzia del senatore Giulio Andreotti, quest'ultimo ancora presidente onorario della fondazione e consigliere di amministrazione effettivo. Un anno fa, l'ex presidente del Consiglio aveva ricevuto anche la cittadinanza onoraria dal comune di Maddaloni.
Nel 1994 don Salvatore venne coinvolto in una inchiesta su una ipotesi di ricettazione della procura di Santa Maria Capua Vetere, ma la sua figura è sempre stata legata alla maxi-struttura per i giovani più disagiati capace di ospitare oltre 500 persone e introdurre, dopo un percorso formativo, nel mondo del lavoro i giovani ospiti.
Fonte: La Repubblica

Ci preoccupiamo del ricorso di molti adolescenti alla prevaricazione senza mai sollevare il problema degli adulti che li affiancano e delle modalità che accompagnano il loro operato. Mi chiedo quante di queste strutture per minori operano in tutta Italia senza che vengano sottoposte a verifiche. Dove sono i servizi sociali che dovrebbero svolgere la funzione di monitoraggio e controllo?
In un clima di violenza e sopruso, quale socializzazione può realizzari? Quale partecipazione differente dalla mera prevaricazione può affermarsi nei luoghi della correzione?
Nessuna motivazione è valida per spiegare l'accaduto che è il frutto di incompetenza educativa accompagnata a smania di potere. Da non dimenticare che il dolore radicato nella memoria emotiva, nel migliore dei casi, richiede un lungo periodo di elaborazione, non meno doloroso,  perché ci sia "rinascita".

domenica 13 febbraio 2011

Se non ora, quando?

Mentre in Africa le piazze si riempiono di uomini che rivendicano diritti civili e sociali (sebbene sotto il controllo tradizionale del potere militarizzato), in Italia sono le donne - che possono - a cercare giustizia. Oggi ai cortei erano in tante, più di un milione, ed hanno attraversato le strade d'Italia. Non siamo negli anni '60, non è il popolo delle femministe ma sono le donne del 2000, di qualsiasi estrazione sociale, che hanno risposto al capo del governo italiano, Silvio Berlusconi, ed al suo team di uomini al potere. Nelle città italiane dove maggiore è la libertà di pensiero e di azione non sono stati i sindacati, nè i partiti a motivare la partecipazione delle donne alla manifestazione di piazza, quanto meno non sono stati gli unici.
La libera affluenza ha risposto ad una vocazione ben chiara, quella al riconoscimento della Vita, nella sua specifica Bellezza, che affiora al di fuori delle logiche di mercato.
La Gestione delle risorse umane è in crisi, così come lo sono le organizzazioni che utilizzano le singole vite per aumentare gli affari, la distribuzione ed il mantenimento del potere.
In tutto ciò vi sono le donne che oggi, nella modernità, possono: Riflettere, Concettualizzare, Dichiarare, Rivendicare. Anche alla luce di un sentire profondo che si radica nei loro corpi e che ricorda l'ancestrale appartenenza all'unità ed alla sintesi che è Vita ed Amore e che nulla ha a che vedere con la strumentalizzazione dell'amore quando viene inteso come mera scarica di adrenalina.

domenica 30 gennaio 2011

Napoli: vedi il mare quant'è bello, ispira tanto sentimento

I rifiuti a Napoli non sono soltanto quelli in bella mostra tra le vie della città. Il problema non è soltanto: inceneritore si/inceneritore no, discarica si/discarica no. A Napoli dal 2006 (per quel che ne sappiamo) sino al 2007 (per quel che ne sappiamo) venivano versati in mare liquami riferiti in particolare agli impianti di depurazione che non depuravano, liquido prodotto dalla spazzatura. "Secondo l'accusa il rifiuto liquido, per sua natura altamente inquinante, non poteva essere conferito nei depuratori ritenuti "già inadeguati ad assicurare la normale depurazione" (da La Repubblica). Ma  del mare inquinato di Napoli e dintorni ricordo molto bene, ben prima del 2006.
Oggi le responsabilità sono state attribuite a dirigenti (pubblici e privati). Persino chi era preposto al controllo (protezione civile) ha operato in questa deliberata volontà di Morte. 

Ma ciò che leggo oggi mi lascia ancora più esterrefatta:
"Interrogato nel 2008, Catenacci - uno degli inquisiti - aveva difeso questa soluzione affermando che una diversa forma di smaltimento avrebbe anche potuto aprire la porta ad affari illeciti" (da La Repubblica).

Siamo nella tipica barzelletta napoletana, quella che ti fa dire - col sorriso - di aver agito illegalmente per contrastare l'illegalità. Ma qui le responsabilità sono nei confronti della Vita, quella "biologica".

Sento già la risposta:  " vuè, mò stam esageran!"

Pensare che i napoletani per indicare una persona "poco pulita" utilizzano proprio il termine "inquinato".

domenica 2 gennaio 2011

Napoli, l'esercito e la monnezza


Come nelle migliori commedie napoletane, il ministro della Difesa dello Stato italiano, Ignazio La Russa, è oggi a Napoli per incontrare i militari dell'Esercito Italiano impegnati nell'operazione "strade pulite".  L'Esercito, formato da militari stipendiati per garantire la difesa del popolo italiano, sono infatti al servizio dei cittadini napoletani che continuano a produrre monnezza (rifiuti, per intenderci) che nessuno raccoglie. L'Esercito, è scritto nell'articolo di oggi sul quotidiano La Repubblica "sta impiegando nell'attuale particolare situazione di straordinaria necessità e urgenza 160 uomini e donne ed oltre 80 mezzi, ha sgomberato solo in quest'ultimo periodo - viene sottolineato in una nota del ministro  - oltre 2.200 tonnellate di rifiuti, ripulendo la città di Napoli e circa 30 Comuni della provincia partenopea". Ministro, Generali, Comandanti e Soldati. Un team straordinario al servizio dei napoletani.
L'idea del ministro e del "ghe pensi mi" è geniale. Risparmiare sulla manodopera ed utilizzare l'esercito, allo stato inservibile, per compiti di nettezza urbana. Si potrebbero utilizzare le forze armate in tutte le città italiane, abbattendo i costi della raccolta rifiuti ed assicurando ai cittadini italiani strade pulite da rifiuti normali e "tossici".  Sarebbe uno straordinario intervento di intelligenza pacifista ed organizzativa, come in una vera azienda che ai conflitti (insanabili) preferisce i profitti.

martedì 19 gennaio 2010

Bettino Craxi

Quanto accade in Italia è sempre più sorprendente. Commemorare un politico che ha fatto il suo dovere per certi versi (veniva regolarmente pagato dai cittadini italiani) ma che ha preferito l'illegalità per altri, aderendo ad un "modo di fare politica" fatto di privilegi e interessi privati, mi pare a dir poco sconsiderato. Concordo pienamente con quanto sostiene Eugenio Scalfaro quando dice che gli elementi positivi nel governo di Craxi - con riferimento alla politica estera - non costituivano una novità ma una prosecuzione della politica italiana di quegli anni, mentre non va sottaciuta e, soprattutto, dimenticata, la disinvoltura con cui i politici di quegli anni partecipavano al "sistema di corruttela" di cui Craxi "ne fu un attivo organizzatore, con una differenza rispetto agli altri partiti di governo: il leader del Psi non si limitò a fruire delle "dazioni" ma intervenne sulle singole imprese e sulle singole loro operazioni tassandole o facendole escludere dalle gare. Tralasciamo per carità di patria i decreti in favore di Fininvest".
Ricordo bene i socialisti di quegli anni. Li ricordo anche in Puglia, dove il "sistema della corruttela" era parte integrante dell'amministrazione.
Il fatto è che ancora oggi, ed in maniera trasversale ad ogni partito e coalizione, il motto sempre verde "con noi o contro di noi", continua a connotare la politica, cosicché  lo strumento democratico dell'Alternanza assume un solo significato: "oggi ci siamo noi e ce la godiamo; domani toccherà agli altri". Non a caso la commemorazione di Bettino Craxi.

sabato 9 gennaio 2010

Rose e gioia per gli schiavi

Siamo a Rosarno, nella piana di Gioia Tauro - che di gioia ha mantenuto soltanto il nome, ed è guerra. A scatenarla, come accadde alla vicina Campania, sono stati gli Stranieri, quelli giunti da lontano per un "pezzo di pane" e scaraventati in lager fatti di isolamento, degrado culturale e sfruttamento lavorativo. Soltanto qualche mese fa, imprenditori calabresi vennero arrestati per "riduzione in schiavitù" di alcuni immigrati. E siamo in Italia, non nei peggiori incubi degli italiani ma nella loro vita quotidiana, intrisa di prevaricazione sino all'inverosimile.
Una voce, tra i commenti di chi ha la responsabilità, politica e morale, sembra sintetizzare l'accaduto con estrema lucidità: "Bando ai buonismi e alle cose non dette: in Italia esiste la schiavitù. In uno stato civile, moderno e democratico, non si può tollerare che migliaia di persone vivano nell'indigenza più totale, senza il minimo di dignità che dovrebbe essere garantita non tanto da leggi, fondi pubblici o piani di integrazione, quanto dalla civiltà di ognuno di noi" (Fondazione Farefuturo presieduta da Fini).
Tutto ciò deve far riflettere, e tanto! La Calabria, in particolar modo, deve trovare il senso profondo della civiltà e diffonderlo anche al di fuori dei Tribunali.

lunedì 28 dicembre 2009

Scalfari e il partito dell'amore


Incaponito sulla formulazione di domande, Eugenio Scalfari intitola l'articolo di oggi su La Repubblica: "Qualche domanda sul partito dell'amore". Tuttavia, di domande ve ne sono soltanto due e derivano dalle seguenti considerazioni: "il partito dell'amore propugna un sentimento che merita di essere incoraggiato"; "il Papa è per definizione il capo del partito dell'amore e quindi non ha bisogno di fondarlo perché ci pensò Gesù di Nazareth duemila anni fa"; "il compito di Berlusconi è dunque molto più arduo, ma proprio per questo ancor più affascinante". Alla luce di ciò, Scalfari si chiede se il partito dell'amore propugnato da Berlusconi non mascheri un tentativo di stupro e se lo stesso riuscirà a diventare capo di un siffatto partito. L'opinionista riconduce così l'amore ad un partito e vede Gesù di Nazareth come il fondatore, rendendosi però affascinato dalla possibilità che Berlusconi possa riuscire nella stessa impresa.
Insomma, il nostro Scalfari, ben posizionato alla sua scrivania e ai suoi anni, continua a gratificarsi di battute, non rendendosi conto che la questione in ballo richiede un'analisi concettuale di ben altra portata, oltre che una sensibilità superiore alla solita "ironia intellettuale di sinistra". Scrivere come lui scrive non mi pare che aiuti l'elettorato a fare chiarezza per comprendere la gravità della situazione politica italiana, svilendo anche il significato dell'amore che mostra di non conoscere, anche con riferimento a Gesù di Nazareth.
Scalfari crea confusione e fa anche pensare: non sarà che l'inciucio l'abbia fatto proprio lui, passando al partito del Papa?

domenica 6 dicembre 2009

Ancora Tanzi, ancora Bugie


Sono stati ritrovati dipinti appartenenti a Calisto Tanzi, nascosti presso abitazioni di parenti e amici parmensi poco prima del crac finanziario. Pochi giorni fa, Tanzi aveva dichiarato in Tribunale di non aver mai posseduto opere d'arte, mentre la trattativa per la vendita era già arrivata a buon punto.
Problema: siamo in Italia, non in America e da noi i delinquenti della portata di Tanzi restano "colletti bianchi" rispettabilissimi. Possono riaprire attività lavorative, continuare a mentire in Tribunale, non restituire i proventi del furto e continuare a vivere esattamente come prima, come "colletti bianchi".
Meno male che almeno l'informazione libera ci aiuta, visto che è stata necessaria una trasmissione televisiva, Report di Milena Gabanelli, su Rai Tre, per far partire l'indagine da parte della guardia di finanza.
Ma cosa bisognerà fare perché le responsabilità divengano una "normalità" anziché una "devianza"?

sabato 5 dicembre 2009

Quando il governo apre la porta



Nella bufera politica italiana e con un capo del governo accusato formalmente di corruzione e, informalmente, di connivenza con la mafia, dietro dichiarazioni di un pentito (a suo dire, convertitosi ai valori del cattolicesimo), le Forze dell'Ordine scovano e arrestano super boss e super latitanti.
Noi esultiamo per tanta abbondanza, in così poco tempo, ma - come sa la gente di mafia, se la galera è un rischio probabile per chi fa quel mestiere non lo è la perdita di potere, economico e decisionale, che deve riattivarsi al momento giusto ed in gran forma. Per questo, oggi, sono i colletti bianchi a dover essere sotto il riflettore e, con loro, i nostri legislatori che non devono ridare a Caino ciò che è stato sottratto ad Abele.